30/09/07

UDC - Salvatore Cuffaro - IN CARCERE


«C'era accordo politico-mafioso col boss»

Per la Corte è accertata la sussistenza di «ripetuti contatti» con Guttadauro. Citato l'incontro tra l'ex governatore e Angelo Siino: c'era anche Saverio Romano.

I giudici della corte di appello di Palermo - con la sentenza emessa il 23 gennaio 2010, che ha innalzato da  cinque a sette anni la condanna a Cuffaro con l’accusa di mafia - hanno provato l’esistenza dell’accordo «politico mafioso» tra «il capomandamento Guttadauro Giuseppe e Salvatore Cuffaro, e la consapevolezza di quest’ultimo di agevolare l’associazione mafiosa, inserendo nella lista elettorale per le elezioni siciliane del 2001 persone gradite ai boss e rivelando, in più occasioni, a personaggi mafiosi l’esistenza di indagini in corso nei loro confronti." (Il Corriere del Mezzogiorno, 11/1 2011)


Il presidente della Regione Siciliana, Salvatore Cuffaro, è stato condannato a 5 anni nel processo per le 'talpe' alla Direzione distrettuale antimafia di Palermo. Nel processo per le 'talpe' alla Direzione distrettuale antimafia, il presidente dellaRegione era imputato di favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra e rivelazione di segreto e per questo i pm avevano chiesto otto anni di reclusione. La corte però, pur riconoscendo una condotta colpevole di favoreggiamento a favore degli altri imputati (alcuni dei quali condannati per associazione di tipo mafioso), non ha ritenuto dimostrata l'aggravante di aver favorito l'organizzazione criminale e quindi ha applicato una pena più bassa. Cuffaro, contrariamente a quanto egli stesso aveva annunciato, ha assistito alla lettura della sentenza nell'aula bunker di Pagliarelli. "Sono confortato, non sono colluso con la mafia e per questo resto presidente della Regione. Da domani torno al lavoro" (La Repubblica, 18/1 2008)

Alle elezioni europee del 2004 Cuffaro riporta 160.000 voti e l’Udc diventa il terzo partito della coalizione, dopo Forza Italia e An. Ma Cuffaro rinuncia al suo seggio a Strasburgo e all’immunità parlamentare, scegliendo di rimanere al suo posto di governatore. È una scelta che afferma, nel contesto della sua vicenda giudiziaria e al di sopra di ogni possibile dubbio, la sua fiducia nella Magistratura e la consapevolezza della propria innocenza. È un atto di lealtà nei confronti dei Siciliani e dei propri elettori.
La bufera giudiziaria che investe Cuffaro ha inizio nell’estate del 2003. Strada facendo, sono cadute le due principali accuse di concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione aggravata. Rimangono in piedi quelle della rivelazione di segreto d’ufficio e di favoreggiamento, ma Cuffaro si difende ribattendo punto su punto. Gli avversari politici hanno armato una macchina da guerra su questa vicenda, cercando di demolire la credibilità di Cuffaro, in ogni modo e con qualunque mezzo. Non potevano rinunciare alla ghiotta occasione di sbarazzarsi di un uomo così importante nella scena politica regionale e nazionale. Attraverso una campagna permanente sui giornali e sulle televisioni, i ben allenati incursori della sinistra hanno fatto di tutto per far passare nell’opinione pubblica l’immagine di un Cuffaro già condannato e liquidato. Hanno teorizzato e sostenuto l’equazione “Cuffaro uguale mafia”, senza alcuno scrupolo e con il più vile sciacallaggio, loro che di mafia se ne intendono, ma solo a parole e cercando soprattutto di trarne benefici elettorali.

Non si pongono neanche il dubbio, questi censori accecati dall’odio e dal delirio ideologico, su ogni possibile evoluzione del caso, richiamando alla mente il gran numero di politici sotto inchiesta per anni, con l’accusa di concorso esterno alla mafia e poi totalmente scagionati: Giulio Andreotti, Francesco Musotto, Calogero Mannino, Filiberto Scalone, Nino Mormino, Antonio Battaglia, Saverio Romano. Solo pochi nomi, tra la moltitudine dei casi italiani.
Sulla questione giudiziaria di Cuffaro, il libro di Francesco Foresta (edizioni Arbor, 2006) contiene molte pagine su cui vengono rese pubbliche le accuse e le risposte di Totò Cuffaro, sempre nette, ferme, circostanziate. Chi voglia approfondire la conoscenza, può trovare in questo libro un valido strumento. Alla pagina 210 viene riportata la circostanza della presentazione del Dvd “La mafia è bianca” curato da Michele Santoro, circostanza alla quale hanno partecipato in prima fila e plaudenti alle bordate di Santoro, due magistrati impegnati nella conduzione dell’inchiesta su Cuffaro, in piena campagna elettorale e con un cartello troneggiante sulla scena in favore della candidata Rita Borsellino. (www.totocuffaro.it)

Intervista di Cuffaro di Claudio Sabelli Fioretti, del 24/8 2006.

Cuffaro parla piu' di quanto bacia?

A proposito di sprechi e di casta. L'ufficio stampa della presidenza della regione siciliana ha 23 addetti all'ufficio stampa. Proprio in questi giorni le due ultime assunzioni. C'e' posto per un altro addetto. Il nostro generoso parlamentino siculo, infatti, nell'era del "cuffarismo" e' intervenuto per innalzare da 8 a 24 i posti disponibili. Prima delle elezioni del 2006 Cuffaro ha esercitato il suo diritto divino ed ha assunto tutti i portavoce degli assessori uscenti. Rigorosamente senza alcun concorso pubblico. Per chiamata diretta. (Ribera Online 3/10/2007)

Nel processo alle cosiddette talpe della Dda di Palermo. pm: 9 anni a maresciallo del ros
.Mafia, chiesti otto anni per Cuffaro. Il governatore è imputato per favoreggiamento a Cosa Nostra. La replica: «Mai fatto favori»
PALERMO - Otto anni di carcere. È questa la condanna chiesta dal procuratore aggiunto Giuseppe Pignatone nei confronti del presidente della Regione Sicilia, l'esponente dell'Udc, Salvatore Cuffaro. Il governatore è imputato di favoreggiamento a Cosa Nostra e rivelazione di notizie riservate nel processo alle cosiddette talpe della Direzione distrettuale antimafia di Palermo.
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«MAI FATTO FAVORI» - In serata è arrivata la replica, stringata, di Cuffaro: «Ho appreso delle richieste formulate dai pubblici ministeri con amarezza, sentimento accresciuto dall'intima consapevolezza che mai mi ha abbandonato in questi anni, di non avere mai posto in essere condotte tese a favorire la mafia». (www.corriere.it 16/10 2007)


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2 commenti:

spadafora live ha detto...

continua........E i malfattori? E chi ruba, chi spaccia, chi stupra, chi commette falso, chi non paga le tasse, chi uccide……….loro no, loro possono stare tranquilli, l’Italia (per fortuna) e’ uno stato di diritto, l’Italia e’ una paese in cui i carceri sono pieni, l’Italia e’ un paese in cui il ladrocinio non viene condannato con la galera, anzi………continua
http://spadafora-live.blogspot.com/

lacastaitaliana ha detto...

Ciao spadafora. Ho aggiunto un link al tuo blog nella nostra lista. Spero che continui a informare sulla Sicilia, Cuffaro e compagnia bella. Quando hai dati su un politico da mettere sotto sorveglianza come hai fatto con Marzio, tienici per favore informati. Intanto vogliamo sapere come procede il processo contro Cuffaro...