20/09/11

Cuffaro "La sorpresa per un politico in cella"


Entrando in Rebibbia, Cuffaro pronunciò quel suo mantra "Sono sereno", forse sperando nella  "Divina Provvidenza" che lo liberasse da ogni "buffonata", parola usata da Cuffaro in precedenza. Sereno, lo era prima quando era sotto processo. Sereno lo era il primo giorno. Ma adesso?  “ho perso venti chili...”(Il Tempo, 14/7 2011)


"La reazione più sorprendente alla triste vicenda di Cuffaro è la nostra sorpresa nel vederlo entrare in carcere. L’ex governatore della Sicilia riceve attestati di rispetto per aver preso la strada di Rebibbia. Tutto questo poche ore dopo la conferma della sua condanna in Cassazione, ma in qualunque Paese normale un gesto del genere sarebbe apparso semplicemente come un dovere. Anzi, la gente si sarebbe aspettata le dimissioni dalle cariche pubbliche molto prima. Perché, invece, in Italia restiamo quasi a bocca aperta davanti al politico che va in prigione?" (Il Corriere Blog, 23/1 2011)


"L'ex governatore della Sicilia deve scontare sette anni per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra" (Il Corriere della Sera, 11/1 2011)

"I giudici della corte di appello di Palermo - con la sentenza emessa il 23 gennaio 2010, che ha innalzato da cinque a sette anni la condanna a Cuffaro con l’accusa di mafia - hanno provato l’esistenza dell’accordo «politico mafioso» tra «il capomandamento Guttadauro Giuseppe e Salvatore Cuffaro, e la consapevolezza di quest’ultimo di agevolare l’associazione mafiosa, inserendo nella lista elettorale per le elezioni siciliane del 2001 persone gradite ai boss e rivelando, in più occasioni, a personaggi mafiosi l’esistenza di indagini in corso nei loro confronti." (Il Corriere del Mezzogiorno, 11/1 2011)





"In un comunicato congiunto Pier Ferdinando Casini e Marco Follini si dicono «umanamente dispiaciuti per la condanna di Totò Cuffaro» ed esprimono «rispetto per la sentenza, come è doveroso in uno Stato di diritto e tanto più da parte di dirigenti politici. Ma, non rinneghiamo tanti anni di amicizia e resta in noi la convinzione che Cuffaro non sia mafioso»."  (Il Corriere della Sera, 11/1 2011)


"Fin dall'autunno del 1991 quando era in platea a Samarcanda in staffetta col Costanzo Show e tanto urlò e strepitò che Michele Santoro gli porse il microfono. Al che, lui, aggiustata la cravatta, protestò che eran tutte «buffonate» e che era «in atto una volgare aggressione alla classe dirigente migliore della Dc in Sicilia» e che quello era un «giornalismo mafioso» che faceva «più male alla Sicilia che dieci anni di delitti»." (Il Corriere della Sera, 27/1 2008)


23/07/08

Quando i volti parlano da soli...

Quando i volti parlano da soli... si dice che lo sguardo è l'espressione dell'anima.
Da quale di queste coppie andreste a comprare un' auto usata? Confesso che nell'accostare le due foto mi sembrava di fare un torto a Falcone e Borsellino... ma il confronto illustra meglio di cento discorsi l'abisso che divide due mondi.

25/06/08

Milano 23 giugno 2008

La manifestazione a Milano. Ringrazio Raffaele per la segnalazione e vi invito a visitare il suo sito


Gramsci: La città futura
L'indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. E' la fatalità; e ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che si ribella all'intelligenza e la strozza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, il possibile bene che un atto eroico (di valore universale) può generare, non è tanto dovuto all'iniziativa dei pochi che operano, quanto all'indifferenza, all'assenteismo dei molti. Ciò che avviene, non avviene tanto perché alcuni vogliono che avvenga, quanto perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia fare, lascia aggruppare i nodi che poi solo la spada potrà tagliare, lascia promulgare le leggi che poi solo la rivolta farà abrogare, lascia salire al potere gli uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare.

21/06/08

Se un individuo abile e ambizioso......

Sul blog Uguale per tutti, giorni fa ho trovato questo brano di Alexis de Tocqueville. 1840! Eppure sembra quasi fatto su misura per il principe della nostra Casta.

«Può tuttavia accadere che un gusto eccessivo per i beni materiali porti gli uomini a mettersi nelle mani del primo padrone che si presenti loro.

In effetti, nella vita di ogni popolo democratico, vi è un passaggio assai pericoloso.

Quando il gusto per il benessere materiale si sviluppa più rapidamente della civiltà e dell’abitudine alla libertà, arriva un momento in cui gli uomini si lasciano trascinare e quasi perdono la testa alla vista dei beni che stanno per conquistare.

Preoccupati solo di fare fortuna, non riescono a cogliere lo stretto legame che unisce il benessere di ciascuno alla prosperità di tutti.

In casi del genere, non sarà neanche necessario strappare loro i diritti di cui godono: saranno loro stessi a privarsene volentieri ...

Se un individuo abile e ambizioso riesce a impadronirsi del potere in un simile momento critico, troverà la strada aperta a qualsivoglia sopruso.

Basterà che si preoccupi per un po’ di curare gli interessi materiali e nessuno lo chiamerà a rispondere del resto.

Che garantisca l’ordine anzitutto!

Una nazione che chieda al suo governo il solo mantenimento dell’ordine è già schiava in fondo al cuore, schiava del suo benessere e da un momento all’altro può presentarsi l’uomo destinato ad asservirla.

Quando la gran massa dei cittadini vuole occuparsi solo dei propri affari privati i più piccoli partiti possono impadronirsi del potere.

Non è raro allora vedere sulla vasta scena del mondo delle moltitudini rappresentate da pochi uomini che parlano in nome di una folla assente o disattenta, che agiscono in mezzo all’universale immobilità disponendo a capriccio di ogni cosa: cambiando leggi e tiranneggiando a loro piacimento sui costumi; tanto che non si può fare a meno di rimanere stupefatti nel vedere in che mani indegne e deboli possa cadere un grande popolo».

«Se un potere dispotico si insediasse nei paesi democratici, esso avrebbe certamente caratteristiche diverse che nel passato; sarebbe più esteso ma più sopportabile, e degraderebbe gli uomini senza tormentarli.

Un sistema che potrebbe sembrare paterno, ma che al contrario cercherebbe di fissare gli uomini alla loro infanzia, preferendo che si divertano piuttosto che pensare [...].

Vedo una folla immensa di uomini tutti simili, che girano senza posa su se stessi per procurarsi i piaceri minuti e volgari di cui nutrono la propria anima.

Ognuno di loro considerato in sè è come estraneo al destino di tutti gli altri [...].

Quanto al resto dei concittadini, non li vede; li tocca, ma non li sente [...]»

da De la démocratie en Amerique, 1840.

12/06/08

Chiuso per "tristezza"

Ho l'impressione che questo blog sia arrivato al suo capolinea.

La Casta è più viva che mai, i quotidiani sono ogni giorno pieni di scandali nuovi che riguardano sopratutto episodi di corruzione e concussione diffusi ad ogni livello.

Il governo in carica sforna decreti nel silenzio pressoché generale dell'opposizione.

Tutte queste notizie che ci arrivano addosso in continuazione non fanno altro che confermare quell'impressione strisciante che sta prendendo tutti noi... noi che non siamo stati mai qualunquisti, che abbiamo sempre creduto che non fosse giusto dire che “tanto sinistra o destra, mangiano tutti allo stesso modo”..

No, come scrive Stella nel suo recente libro “La Deriva” , è fin troppo chiaro che l'obiettivo del sistema di potere politico non è quello di una profonda ristrutturazione dello Stato. Ma di buttare qualche boccone alla folla urlante, il più demagogico e qualunquista possibile per placare la sua rabbia: Calati juncu ca passa 'a china.

Quando vai a vedere a che cosa questi signori hanno poi messo mano, quali sono i favolosi tagli alla spesa della politica che hanno fatto, ti accorgi che non hanno rinunciato a nulla , che tutto è come prima o peggio di prima

E allora ti passa anche la voglia di scriverne, tanto più che ti rendi conto che è diventato una sorta di “vizio solitario”, senza condivisione, gli altri si sono stancati anche prima di te.

10/06/08

Pianisti ....senza vergogna


* Sistema di voto tramite rilevazione delle impronte digitali
* Installare sotto la sedia dei deputati un sensore tipo quelli nelle auto, che fanno scattare l'allarme
* Fare premere contemporaneamente due pulsanti, posti «a distanza congrua» l'uno dall'altro, in modo che ogni parlamentare abbia entrambe le mani occupate e non possa votare per i colleghi.

Queste sono alcune delle proposte dovute alla creatività dei nostri onorevoli, che invece di legiferare ed occuparsi di cose serie devono perdere tempo per impedire imbrogli e truffe... esattamente come capita spesso agli insegnanti di scuola con i loro alunni che almeno hanno dalla loro la tenera età.

...Io suggerirei anche una manganellata sul palmo della mano alla prima e il taglio della medesima la seconda volta. ... In fondo a questo governo piacciono le maniere forti, quindi perchè non cominciare a sperimentarle su di loro?

Ma nessuno ha detto loro che sono degli adulti alle prese con problemi seri e non degli studentelli che frequentano una aula scolastica?

Che si debba perdere tempo e soldi per trovare soluzione a problemi di così basso livello è veramente avvilente. Forse se questi signori lavorassero davvero come i comuni mortali non troverebbero il tempo per tali goliardate di bassa lega. Evidentemente sono loro i primi e non dare la giusta importanza al loro lavoro, altrimenti non si permetterebbero certi comportamenti irresponsabili e stupidi.. Impuniti e senza vergogna.

02/06/08

Il baratro della Giustizia

Stasera c'è stato un interessante dibattito sulla situazione della Giustizia su La7 da Exit. Personaggi di rilievo e "puliti" il giornalista Barbacetto, il magistrato Bruno Tinti, poi Sansonetti direttore di Liberazione e Bortolussi segretario della CGIA di Mestre; tra il pubblico, ospiti alcuni rappresentanti degli RDB-CUB del Pubblico Impiego. La presenza del Sen. Maurizio Gasparri capogruppo PdL al Senato e del l’Avv. Giulia Bongiorno Presidente della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati non è stata tale da farci sentire fieri dei nostri rappresentanti politici. In particolare il solito Gasparri si è distinto per la malafede delle sue risposte, sempre poco soddisfacenti, elusive e minimizzatrici e per gli insulti gratuiti al giornalista Barbacetto. Come ha fatto capire alla fine Tinti: se questi sono gli uomini che decidono meglio non chiedere nulla perchè quando fanno, fanno solo guai.

Da Agorà Magazine

Personale ridotto all’osso e nemmeno l’ombra di un computer. Tribunali fatiscenti e nessun rispetto delle norme antincendio nei tribunali. Così Claudio Castelli (Capo dipartimento del Ministero) dipinge la giustizia italiana in una relazione consegnata il 12 maggio al ministro Alfano.


I denari destinati ai palazzi d giustizia sono “del tutto insufficienti” (cap. 4). Nel 2008 furono stanziati 34 milioni. Ne servirebbero 700 , per mettere in regola tribunali e procure. Entro il 2009, del resto, anche gli edifici giudiziari dovranno rispettare la nuove norme antincendio, varate con decreto del Viminale nel dicembre 2005. Un’utopia, secondo la relazione di via Arenula: “In assenza di interventi, alla scadenza del termine larga parte dei palazzi di giustizia saranno semplicemente inagibili e dovranno quindi essere chiusi".

Il numero di dipendenti è in caduta libera. Nel 2001 erano 44.027. Oggi a pilotare la macchina della giustizia sono in 40.500. “Il costante e allarmante calo”, si legge nella relazione, sta trasformando "il personale giudiziario in una sorta di personale ad esaurimento". Col blocco delle assunzioni l’età media è schizzata a 47 anni. Dato preoccupante. Difficile per gli over 40 familiarizzare con Pc ed internet, snellendo così la burocrazia delle toghe. "La necessità di procedere a nuove assunzioni è ormai impellente", recita il documento che giace sulla scrivania del ministro Alfano.

Al primo marzo 2008 i magistrati sono 9.153. All’appello ne mancano 956. Ma i posti vacanti saranno assegnati per concorso entro il 2010. Nell’attesa, lavoro extra per le toghe in servizio. Nemmeno i dirigenti se la passano bene. L’organigramma prevede 408 manager di seconda fascia. Al primo maggio se ne contano 253, con un buco di 155 unità.

Il personale a disposizione è tenuto a stecchetto. Dimezzate le risorse per acqua, luce, gas, benzina, autovetture. Si è passati dai 202 milioni del 2002 ai 107 milioni del 2006. Poi un lieve miglioramento nel 2007, fino al tracollo del 2008. “Particolarmente preoccupante - si legge - è la situazione delle spese di cancelleria e per il funzionamento degli uffici, ed il radicale taglio degli investimenti per l’informatica, scesi dai 47.693.081 del consuntivo 2002 ai 27.655.000 del 2008".

Ma in fondo al tunnel si scorge una luce. Solo per il 2007, lo Stato deve incassare 502 milioni 826 mila di euro da spese processuali, pene pecuniarie e sanzioni amministrative. Un “tesoretto” in grado di resuscitare l’agonizzante macchina della giustizia. Ad oggi sono rientrati solo 43.5 milioni, il 7% appena. E non è tutto. Nei conti correnti dei tribunali sono parcheggiati 1 miliardo 599 milioni. Frutto del sequestro di capitali illeciti, ma anche dei depositi penali e civili. Il governo Prodi ha creato una società (che fa capo ad Equitalia) col compito di recuperare l’enorme patrimonio. Non tutta la torta andrà a risanare tribunali e procure. Ma uno spicchio, nei palazzi giustizia sperano di si. L’ultima parola spetta a Berlusconi. Non esattamente il miglior amico delle toghe.

25/05/08

Deputato? si grazie. Carriera e stipendio record!

Da un articolo di F. Pozzi sulla La Stampa

Qualcuno si è preso lo sfizio di fare qualche ricerca sul grado di preparazione e due conti. Ed ha realizzato che:

"in sessant’anni, i nostri parlamentari sono diventati sempre meno preparati, istruiti e impegnati, ma non per questo più poveri. Il loro calo di qualità è stato inversamente proporzionale al loro reddito, che è invece cresciuto di oltre il 10% l’anno. Contro l’1,5%, ad esempio, dei loro colleghi Usa, rispetto ai quali guadagnano abbondantemente di più.

Durante il 10° convegno europeo della Fondazione Rodolfo De Benedetti, “Il mercato del lavoro dei politici”, è stato presentato uno Studio che dimostra che entrare in Parlamento è un vero e lucroso affare..

Dal 1985 al 2004 il reddito reale annuale di un deputato è aumentato di 5-8 volte rispetto a quello di un operaio, di 3,8-6 rispetto a un impiegato, di 3-4 volte più d’un dirigente. Dalla fine degli Anni Novanta, inoltre, il 25% dei deputati guadagna un reddito extraparlamentare superiore a quello della maggioranza dei dirigenti.

Altra garanzia di guadagno, è la durata della carriera politica. Quasi due deputati su tre restano in Parlamento per più d’una legislatura, uno su dieci per più di 20 anni. La durata media è di 10,6. Con eccezioni: Francesco Cossiga compie 50 anni di vita parlamentare. Uscire dall’emiciclo, però, non significa abbandonare la politica: vi resta uno su due. Solo il 6% va in pensione, mentre il 3% finisce in carcere. :-(

Lo studio ha considerato il livello d’istruzione, il grado di assenteismo e l’abilità intrinseca di generare reddito nel mercato del lavoro. La combinazione di questi indicatori «mostra che il livello di qualità media dei politici era maggiore nella Prima Repubblica». I deputati, allora, erano più istruiti e più abili, mentre il grado d’impegno in aula è comparabile.

Ciò è dovuto, secondo la ricerca, all’aumento del potere di selezione delle segreterie dei partiti, rispetto agli elettori. Segreterie che hanno portato in Parlamento, grazie al richiamo degli «stipendi» elevati, deputati sempre meno preparati.

Non è purtroppo una novità l'incultura e la grezzezza di buona parte dei nostri onorevoli parlamentari.... episodi come quelli della mortadella e spumante e sputi non sono poi tanto lontani e mi risulta che molti di quei personaggi sono rimasti saldi al loro posto in compagnia di nuove leve degne di loro. Quanto ai più giovani di loro come pretendere che siano migliori se sono cresciuti con le porcherie prodotte dalle televisioni di Berlusconi ? Probabilmente pensano che la realtà sia quella proposta da format come quelli del Grande Fratello, l'Isola dei Famosi ecc e il solo modo di rapportarsi con il prossimo sia quello proposto in Amici della De Filippo o nei talk-show dove è prassi aggredirsi e insultarsi. E credo anche che non molti supererebbero i test PISA i cui risultati ci dovrebbero fare vergognare della qualità della nostra scuola.


17/05/08

Ma perchè non li leggono pure "loro"?


La Deriva: perchè l'Italia rischia il naufragio
GianAntonio Stella e Sergio Rizzo ancora una volta ci mostrano una realtà allucinante e impietosa.
...."Un Paese che una classe politica prigioniera delle proprie contraddizioni e dei propri privilegi non riesce più a governare. È la tesi di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo: quella Casta, denunciata nel libro che ha rappresentato il più importante fenomeno editoriale degli ultimi anni, non è soltanto sempre più lontana dai cittadini ma è il sintomo di un Paese che non sa più progettare e prendere decisioni forti. E il confronto con gli altri Paesi, senza una svolta netta, coraggiosa, urgente, si fa di giorno in giorno così impietoso da togliere il fiato"

16/05/08

L'uomo di Bolzaneto

Ecco vorrei che non si dimenticasse nella generale atmosfera di "volemose bene" (ma chi? ma a chi??) che il signor Castelli è anche il ministro dei fatti di Bolzaneto. Trovo sempre istruttivo ricordare la Requisitoria dei Pubblici Ministeri i aula durante il processo in marzo per i fatti successi. E aggiungo anche il bell'articolo che scrisse D'Avanzo (quando vuole.... ci sa fare): I silenzi del garage Olimpo di Bolzaneto.
Per non ripetermi vi rimando a un precedente post scritto a proposito del bel libro della De Gregorio sull'argomento (Non Lavate questo Sangue) . L'intervista a Castelli pochi mesi fa, ai tempi del processo lascia poche speranze per la pochezza e il cinismo che rivela. Nessuna assunzione di responsabilità, (e già poi come potrebbe guardare in faccia i propri figli come ieri sera ad Annozero asseriva accusando Travaglio di non poter fare altrettanto con i propri?) - Da notare la finezza e la sensibilità nel tirare in ballo i figli, ma su questo già il suo datore di lavoro aveva dato il via anni fa.
Comunque per ristabilire le cose e vedere chi può guardare in faccia i figli e chi no ricordo che il signor Castelli si fece una passeggiatina nella caserma di Bolzaneto, nel cuore delle notte, "bevendosi la storiella che i detenuti erano nella «posizione del cigno» contro un muro (gambe divaricate, braccia alzate) per evitare che gli uomini molestassero le donne". Vide e sentì e poi tornò a casa a guardare i suoi figli.... Travaglio in vece non era nella caserma, non era il ministro della giustizia. Forse ha più carte di lui per guardare in faccia i propri figli.

La banda dei quattro

Saccente, arrogante, sprezzante, indisponente con quell' eterno sorriso un po' beota di chi guarda tutti dall'alto del proprio patologico narcisismo. Ebbene no Castelli non è cambiato purtroppo e ce lo dovremo vedere in tutte le salse e in tutte le trasmissioni perchè ovviamente i narcisi amano presenziare.
Stasera ci ha deliziati ad Annozero con le opinioni che ha distribuito con la consueta modestia di chi sa di essere l'unico detentore della verità e limitandosi a battute sarcastiche di pessimo gusto come risposte agli interventi altrui.
Purtroppo ci è toccato (beh è toccato a Santoro) pure difenderlo a causa di un attacco condito di insulti, di un altro ospite, il leader delle banlieues parigine Omeya Seddik, (che peraltro diceva cose molto più ragionevoli delle sue).
Non è mancato un feroce battibecco con Travaglio: "C'è una banda di giornalisti», ha detto Castelli, citando tra questi anche Gian Antonio Stella del Corsera, coautore del libro La Casta, «che ha scoperto una cosa interessante, e cioè a parlar male a prescindere dei politici si diventa ricchi. Va bene criticare i politici quando se lo meritano. Ma quando si sbaglia e si diffama una persona, magari si riconosca l'errore."
Sfortunatamente Castelli fa parte dei politici che se lo meritano...

15/05/08

LN - Roberto Castelli

Indagato per abuso d'ufficio patrimoniale per alcune consulenze facilial ministero della Giustizia durante il secondo governo Berlusconi, s'è salvato grazie al voto del Senato, che nel dicembre 2007 gli ha regalato l'immunità totale per i suoi presunti reati ministeriali, negando l'autorizzazione a procedere chiesta dal Tribunale dei ministri di Roma. Per gli stessi fatti la Corte dei Conti l'ha condannato a rimborsare un danno erariale di 98.876,96 euro e gliene ha contestato un altro di circa 400 mila euro.




Incarichi e uffici ricoperti nella Legislatura Governo Berlusconi-IV:

Sottosegretario di Stato per le infrastrutture e trasporti dal 12 maggio 2008

Gruppo Lega Nord Padania: Membro dal 6 maggio 2008

Roberto Castelli su Wikipedia

Scheda su Openpolis

Scheda personale

Roberto Castelli indagato: il caso Magni


11/05/08

Solidarietà a Marco Travaglio




«Esprimo solidarietà a Marco Travaglio perché ha fatto semplicemente il suo dovere raccontando quel che sono i fatti - scrive Antonio Di Pietro nel suo blog -. Episodi che non possono essere cambiati o taciuti solo perché, da un giorno all'altro, una persona diventa presidente del Senato oppure, e solo per questo, cancellare con un colpo di spugna la sua storia e il suo passato». Per Di Pietro, «un giornalista che racconta, citando episodi specifici, non ha bisogno di alcun contraddittorio. Questo, semmai, deve essere fatto dai politici quando si confrontano tra di loro. Il cronista racconta come sono andati i fatti e paradossalmente vorrebbe dire che ogni qualvolta egli scrive o riporta la cronaca di una rapina, si dovrebbe ascoltare anche la versione del rapinatore».

Travaglio ha semplicemente raccontato quello che si trova nelle carte giudiziarie. Ha fatto quello che qualsiasi giornalista in un paese civile dovrebbe fare: raccontare fatti senza curarsi se sono di destra o sinistra. E' molto triste leggere i commenti di certi esponenti del PD che preferiscono prendere le distanze da Travaglio. Stanno seguendo una strategia che non sentiamo nostra. Decisamente l'Italia dei Valori sembra rappresentarci molto di più
Per finire, è vergognoso il comportamento di Fabio Fazio, si è dimostrato una persona priva di dignità o quantomeno squallida.
Articolo del Guardian
Altre informazioni su Schifani:
Dossier tratto dall'Espresso di Agosto 2002

19/04/08

L'altra casta - di Stefano Liviadotti

Recensione da internetbookshop
I sindacati sono oggi nel pieno di una profonda crisi di legittimità, che rischia di cancellare anche i loro meriti storici. L'autore sostiene che lo strapotere e l'invadenza delle tre grandi centrali confederali, e le sempre più scoperte ambizioni politiche dei loro leader, hanno prodotto nel paese un senso di rigetto. Lo documentano i più recenti sondaggi d'opinione: solo un italiano su venti si sente pienamente rappresentato dalle sigle sindacali e meno di uno su dieci dichiara di averne fiducia. L'immagine del sindacato come di un soggetto responsabile, capace di interpretare gli interessi generali, si è dunque dissolta. E ha lasciato il posto a quella di una casta iperburocratizzata e autoreferenziale che ha perso via via il contatto con il paese reale, quello delle buste paga sempre più leggere e delle fabbriche dove si muore troppo spesso. Un apparato che, in nome di una concertazione degenerata in diritto di veto, pretende di avere l'ultima parola sempre e su ogni cosa. Che si presenta come il legittimo rappresentante di tutti i lavoratori. Ma bada in realtà solo agli interessi dei suoi iscritti, che valgono ormai meno di un quarto dell'intero sistema produttivo nazionale. E perciò si mette puntualmente di traverso a qualunque riforma in grado di mettere in discussione uno status quo fatto di privilegi.
"Oggi i dipendenti statali dati in omaggio al sindacato sono 3.077 e costano al contribuente (Irap e oneri sociali compresi) 116 milioni di euro. Ai quali vanno sommati 9,2 milioni per 420 mila ore di permessi retribuiti. Di regalo in regalo, per i dipendenti che utilizza in aspettativa, ai quali deve invece pagare lo stipendio, il sindacato usufruisce comunque di uno sconto: non paga i contributi sociali, che sono considerati figurativi e quindi a carico dell'intera collettività."
Il fatto certo, alla fine, è che Cgil, Cisl e Uil sono ricchi. Quanto, però, nessuno lo sa davvero. "Ci sono situazioni che talvolta non sono pienamente trasparenti", ha scolpito Epifani lo scorso 27 febbraio. E però si riferiva allo scandalo del calcio.!

18/04/08

Berlusconi scherza sempre

Il presidente russo risponde a una domanda "scomoda" "Mi piacciono le donne, ma quello che hanno scritto i giornali è falso"

Putin, è vero che divorzia? E Berlusconi fa il gesto del mitra


La Fnsi: "Gesto imbarazzante. In Russia uccisi 200 giornalisti in 10 anni" A fine conferenza stampa, la cronista di Mosca scoppia in lacrime

ORTO ROTONDO - La domanda è arrivata proprio da una giornalista russa. "E' vero che lei vuole divorziare? Non pensa a sua figlia, che oltretutto vive all'estero?" Imbarazzo alla conferenza stampa congiunta Putin-Berlusconi a Villa Certosa, ma il presidente russo non ha eluso la domanda, mentre il Cavaliere faceva un gesto scherzoso verso la cronista, mimando un mitra.

"Si sa che mi piacciono le donne russe, solo le donne italiane possono competere. Per il resto, non tollero intrusioni nella mia vita privata". Nei giorni scorsi, i quotidiani russi hanno parlato del probabile divorzio di Putin, che avrebbe una relazione con l'ex campionessa di ginnastica ritmica Alina Kabaeva.

Proprio ieri la Kabaeva ha deciso di citare in giudizio il quotidiano moscovita che ha diffuso la notizia. "Tutto falso".

Putin ha comunque voluto smentire l'articolo del taboid Moskovski Korrespondent. "Non è vero nulla. I politici vivono in una casa di vetro ed è giusto che tutti sappiano come vivono. Ma esistono dei limiti ed esiste una vita privata nella quale non permetto di interferire. Ci deve essere rispetto".

Silvio Berlusconi ha quindi cercato di sdrammatizzare: "Se vuole uno scambio tra la stampa russa e quella italiana, io ci sto!", ha detto rivolto al presidente russo.

Alla fine della conferenza stampa, la giornalista, Natalia Melikova della Nezavsinaya Gazeta, appariva piuttosto scossa. Berlusconi le ha detto: "La prossima volta invitiamo lei".

Più tardi, la cronista è scoppiata in lacrime: "Ho visto il gesto del vostro presidente e so che scherza sempre. So che il gesto non avrà alcuna conseguenza". La Melikova è stata perfino confortata da un addetto all'informazione del governo russo: "Il monito di Putin contro le intrusioni nella vita privata non riguardava lei, ma tutta la stampa".

La Federazione Nazionale della Stampa ha definito "imbarazzanti" le battute di Berlusconi. "Se si considera che in Russia negli ultimi dieci anni sono morti più di duecento giornalisti e che non si sono mai ritrovati gli assassini".

(La Repubblica, 18 aprile 2008)

16/04/08

Ha vinto la feccia.


don Paolo Farinella: Ha vinto la feccia. Note a margine alle elezioni in un non-Paese.

Un breve estratto dal lungo articolo di don Farinella su Micromega.

"Il popolo italiano ha affidato la cassa di famiglia ad un evasore e ladro. Ha consegnato la legalità alla mafia che ha incoronato legislatore. Ha affidato i precari e i poveri alla elemosina dei miliardari. L’Italia tornerà in guerra e alla grande in Iraq, mentre in Afghanistan aumenterà la presenza a danno forse del Libano. Viene la voglia di dire: chi si contenta gode. I cattolici o più in generale i cristiani hanno consegnato a mani giunte il loro senso del “bene comune” e la loro strutturale solidarietà alla xenofobia e al particolarismo della Lega di Bossi.

Sono tornati i lanzichenecchi, i mafiosi e gli inquisiti e condannati che da oggi diventano il modello dell’Italia del 3° millennio. Ne prendo atto. Il malaffare ora governa e l’Italia diventa un «bordello» istituzionale. Gli Italiani non hanno più scusanti: hanno consegnato l’Italia a Berlusconi, chiavi in mano e a Bossi come suo manovratore.

Non contesto la vittoria elettorale, semplicemente non accetto questa Italia, nella quale mi sento «extracomunitario» moralmente e spiritualmente. Ha prevalso l’egoismo e ancora una volta l’interesse di parte e spesso individuale. Ha vinto uno che si è dichiarato «anarchico» riguardo ai temi etici, ha vinto il populista, il vuoto, l’effimero, l’impresentabile, l’amorale. Ha vinto la feccia d’Italia. Il primo tema messo in agenda a urne ancora calde è quello della «giustizia» perché ora comincia la «vendetta-2»."
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"Queste elezioni sono la sconfitta del cristianesimo e particolarmente del cattolicesimo che rinnega i principi costitutivi della sua stessa esistenza: i cristiani che hanno votato Bossi hanno consegnato affogato Cristo nelle fogne del «dio-Po». Ne guadagna la gerarchia che ora presenterà il conto del finanziamento delle scuole private con buona pace dell’art. 7 della Carta costituzionale."

Cito anche dall'articolo di Ezio Mauro su Repubblica, ma con incredulità e diffidenza per queste sue ultime parole:
"La speranza, d'altra parte, è che Berlusconi - giunto alla sua terza prova e liberato dal terrore di rendere conto alla giustizia repubblicana - possa sentire l'ambizione di governare davvero, scoprendo l'interesse generale dopo l'abuso di interessi privatissimi. Se questo accadrà, sarà un bene per il Paese, che non ha più né tempo né occasioni da perdere."

Ma ci è o ci fa? come può credere che l'uomo cambi? un uomo così colluso e che alla vigilia del voto ha inviato un infame messaggio in codice (!?) alle mafie da tutti i giornali e televisioni. "Mangano è un eroe perchè non ha parlato".
Se non saranno i suoi personali, saranno certo gli interessi dei suoi amici. La piovra non molla.



12/04/08

L'Italia dei 100 perseguitati


I 100 perseguitati...

li trovi in questi partiti:
Popolo delle Libertà (56 candidati)
Partito democratico (18)
Udc-Rosa Bianca (9)
Lega Nord (8)
Sinistra Arcobaleno (3)
Partito Socialista (3)
La Destra (2)
Aborto No Grazie (1)

Solo l'Italia dei Valori non ha candidati .

23/03/08

Gli impuniti dell'Antonveneta

Questa mail l'ho trovata in beppegrillo.it. Ma penso che sia bene riportarne una copia qui per prossima documentazione dei politici in questione.

"Caro Beppe,
i partiti hanno presentato le loro liste per le prossime elezioni. Qualcuno può ritenersi soddisfatto: i furbetti del quartierino. Non bastava infatti che il Parlamento avesse votato l’indulto che offre l’impunità a quasi tutti i protagonisti dello scandalo Antonveneta. Nel silenzio generale, centro, centrosinistra e centrodestra hanno candidato tutti i politici comparsi nelle intercettazioni e negli atti dell’inchiesta Antonveneta. Eccoli: Nicola Latorre (Pd), Luigi Grillo (Pdl), Aldo Brancher (Pdl), Roberto Calderoli (Lega) e Ivo Tarolli dell’Udc (per non parlare dei big che fanno da comparsa nelle intercettazioni e nelle deposizioni dei testimoni, cioè Massimo D’Alema, Piero Fassino, Giancarlo Giorgetti, ecc…).
Molti si saranno già dimenticati chi sono. Ma forse bisognerebbe rinfrescarsi un poco la memoria andando a rileggere le intercettazioni di quella ingloriosa estate 2005.
Nicola Latorre fedelissimo di Massimo D’Alema, compare spesso nei brogliacci degli investigatori. In pratica il suo compito è quello di portaborse, o meglio, di portacellulare del leader diessino. Ricucci e Consorte chiamano e Latorre ascolta, chiede istruzioni, passa la cornetta a D’Alema. Sentiamolo.
Il 18 luglio 2005, nel momento clou delle scalate poi finite in Procura, Latorre parla con Ricucci che si presenta: “Ecco il compagno Ricucci all'appello. Ormai stamattina a Consorte gliel'ho detto, datemi una tessera, non ce la faccio più”.
Latorre: “Ormai sei diventato un pericoloso sovversivo rosso”.
Ricucci: "Ho preso da Unipol, io. Tutto a posto, abbiamo fatto tutte le operazioni con Unipol”.
Il 6 luglio 2005 Latorre parla con Giovanni Consorte. L’ex numero uno di Unipol (indagato per aggiotaggio informativo e manipolativo) è preoccupato che Caltagirone e gli altri contropattisti che detengono una parte del patrimonio Bnl gli tirino un pacco. Ma Latorre lo consola.
Consorte: Caltagirone e i suoi “si sono defilati e vogliono vendere”
Latorre: “Sì”
Consorte: “Allora ci sono due problemi. Il primo è il prezzo ma lì non c'è discussione: noi gli abbiamo offerto due euro e sessanta, prendere o lasciare. E naturalmente due euro e sei è... non è trattabile perché... eh... noi stamattina siamo stati in Isvap, in Banca d'Italia, dove bisogna dare una mano a Frasca, Nicò, perché lo stanno crocefiggendo per colpa di quel maiale del Governatore. Perché Frasca è un compagno eh! Eh, un uomo distrutto eh! Va beh. E comunque è una cosa che voglio parlare con te e Massimo a parte”.
Frasca, per chi lo avesse dimenticato, era responsabile della Vigilanza della Banca d’Italia e fu indagato dalla Procura di Roma per abuso d’ufficio.
Latorre e Consorte parlano dei dettagli dell'accordo, poi Consorte conclude.
Consorte: “Quindi se questi accettano una dilazione temporale, diciamo, tra virgolette la partita è chiusa. Se non accettano vuol dire che hanno, cosa di cui ho gli elementi, trattato con gli spagnoli per rilanciare della loro. Questa è la situazione. Quindi io domani ho l'incontro con loro alle sei, alle otto ti chiamo e ti dico come va a finire”.
Latorre: “Ma che deve fare una telefonata Massimo a...l'ingegnere?”.
Consorte: “Eh guarda io c'ho riflettuto, per quello t'ho chiamato. E... mi devi dare tempo Nicola fino a domani pomeriggio alle tre e la motivazione è questa: se io con i miei interlocutori chiudo...”
Latorre: “E' meglio che se ne va”.
Consorte: “No, no. E' meglio che Massimo fa una telefonata”.
Il 14 luglio 2005 ecco la famosa telefonata tra D’Alema e Consorte.
D’Alema: “Io poi ti devo dire una cosa...ah... se tu trovi un secondo...direttamente”.
Consorte: “Tu domenica sei a Roma? O mi devi parlare prima?”.
D’Alema: “Beh... volevo dirti... delle prudenze che devi avere. Forse...”.
Consorte: “Uhm”.
D’Alema: “Forse ti è arrivata la voce, diciamo. Devo farti una un elenco delle prudenze che devi avere… Sì delle comunicazioni”.
Chissà che cosa voleva dire D’Alema con queste frasi. Forse intendeva dire di prestare maggiore attenzione a come veniva comunicata al pubblico l’operazione finanziaria Unipol-Bnl. Legittimo. Ma gli inquirenti hanno il dubbio che volesse consigliare a Consorte di prestare attenzione a eventuali intercettazioni telefoniche. Non si saprà mai. Convinti Caltagirone e amici a vendere a Unipol, c’è da convincere Vito Bonsignore (europarlamentare Udc oggi passato con il Pdl di Berlusconi).
D’Alema: «Ho parlato con Bonsignore, che dice che cosa fare, uscire o restare un anno? Se vi serve, resta... Evidentemente è interessato a latere in un tavolo politico...».
Consorte: «Chiaro, nessuno fa niente per niente».
Il Pd ha deciso di candidare Latorre, D’Alema e Piero Fassino. Nessuno dei tre è indagato. L’onore è salvo?
Certo, il Popolo della Libertà se la passa molto peggio. I suoi candidati sono anche stati indagati. In Puglia, lontano dai riflettori, Berlusconi ha deciso di candidare Luigi Grillo, indagato per concorso in aggiotaggio. Grillo è sempre stato – e lo ha ammesso con orgoglio – uno degli sponsor dell’ex Governatore Antonio Fazio indagato per aggiotaggio, abuso d’ufficio e insider trading. Grillo è sempre stato un sostenitore di Gianpiero Fiorani, da lui definito un “ottimo banchiere”. E secondo gli investigatori, Grillo ha ottenuto dalla Banca Popolare di Lodi, di Fiorani, un fido di 250mila euro.
In Veneto alla Camera ecco candidato Aldo Brancher (Forza Italia), indagato a Milano per ricettazione. C’è poi Roberto Calderoli, il leghista indagato anche lui per ricettazione a Milano che si ritrova capolista della Lega al Senato.
Se non ci fosse stato Fiorani, probabilmente, la Lega sarebbe andata in bancarotta. E’ il banchiere di Lodi che rileva Credieuronord, la banche padana voluta da Bossi che accumulò un mare di debiti. La scuola leghista di Varese. Il prato di Pontida, proprio quello che ogni anno si riempie di bandiere verdi per i discorsi del Senatur. Tutti i simboli della Lega da tempo sono stati comprati con soldi della Banca Popolare di Lodi. Denaro che il Carroccio ha ricevuto a cominciare dagli anni Novanta: un totale, tra fidi e finanziamenti, di 10 milioni di euro, cui va aggiunto circa un altro milione proveniente dalla Banca Popolare di Crema (controllata da Lodi). Il tutto ottenuto offrendo come pegno la storica sede del Carroccio, il Palazzo di via Bellerio. Niente di illecito, ma ad analizzare i conti bancari della Lega (13, tutti aperti presso la filiale milanese di Bpl) si capisce che a unire il Carroccio e l’istituto di Fiorani non era un semplice legame d’affari: l’esistenza stessa della Lega dipendeva dalla volontà di Lodi.
L'Udc non vuole essere da meno, in Trentino Alto Adige candida Ivo Tarolli. Tra gli amici fidati di Fazio e Fiorani (per lui la procura di Lodi ha chiesto l’archiviazione per l’ipotesi iniziale di appropriazione indebita).
Latorre, Grillo, Brancher, Calderoli e compagni sono pronti per tornare in Parlamento.Intanto Clementina Forleo, il gip di Antonveneta, è sotto inchiesta disciplinare per l'ordinanza con la quale, nel luglio scorso, il Gip aveva chiesto alle Camere l'autorizzazione a utilizzare le intercettazioni disposte nell'ambito delle inchieste sulle scalate bancarie in cui erano coinvolti alcuni parlamentari, tra cui Massimo D'Alema e Piero Fassino. Il 27 giugno prossimo sarà processata dalla sezione disciplinare del Consiglio Superiore della Magistratura." Ferruccio Sansa

20/03/08

Non lavate questo sangue.

... e invece questo sangue i nostri politici hanno cercato in tutti i modi di lavarlo.

Stamattina aprendo il giornale leggo l'intervista al signor Castelli sui fatti di Bolzaneto.

Me lo immagino rispondere con lo stesso sorriso sprezzante da paresi facciale permanente che mi manda in bestia ogni volta che lo vedo. Quell'uomo deve aver un super ego mostruoso!

Avevo già letto il resoconto preciso e raccapricciante di D'Avanzo sulla stessa testata il 17 marzo. Oggi sul sito web di Uguali per Tutti si può leggere ancora D'Avanzo e l'intera requisitoria dei PM in aula. Forse andrebbe letta e fatta leggere anche nelle aule di scuola e immediatamente dopo le risposte del signor Castelli.....

Quei fatti li avevamo già letti, ci eravamo indignati, disgustati, sapevamo anche cosa era successo a Napoli poco prima del G8; non che li avessimo dimenticati ma ancora una volta la lentezza della burocrazia, l'informazione sempre alla rincorsa di altro - strategia utile per distogliere l'attenzione invece che a chiarire – tutto questo aveva agito un po' da colpevole rimozione mentre per fortuna una magistrature seria ed onesta continuava il suo lavoro accertando responsabilità gravissime non solo tra le F.d.O, ma anche tra i medici e gli infermieri (alla faccia del giuramente d'Ippocrate!) Eppure di fronte a: “I fatti ricostruiti dal dibattimento, però, non sono più controversi. Sono accertati, documentati, provati. E raccontano che, per tre giorni, la nostra democrazia ha superato quella sempre sottile ma indistruttibile linea di confine che protegge la dignità della persona e i suoi diritti.” si ha l'arroganza di rispondere: “La storia italiana è piena di pm che sostengono tesi rivelatesi fasulle.”

La superficialità e l'impudenza con cui quest'uomo usa le parole senza tema di essere smentito mi continua a "stupire"....

Penso che il signor Castelli è stato in quella caserma in quei giorni come ministro della giustizia, era lì ed ha trovato normale quello che accadeva, ha visto e vuole passarci come credibili storielle a cui neanche un bambino cretino avrebbe creduto, eppure non mosse un ciglio, negando ora quanto è accaduto o riducendolo a pochi fatti isolati. (e non mi risulta che neanche per quei pochi fatti isolati ci siano stati provvedimenti immediati )

Mi spiace, ma non credo ad una sola parola di quanto ha detto e trovo che questa intervista sia la cosa più squallida e triste e offensiva che ho letto ultimamente. Che sia uno ulteriore insulto arrogante e vigliacco alle vittime di quel Garage Olimpo Italiano ancora più disgustoso delle torture inflitte.

Non credo che il signor Castelli sia stato così cretino da non capire la violenza inutile e feroce che stava perpetrandosi anche se forse a lui fa comodo questa copertura. Mi spaventa e mi disgusta che lui non ne sia stato allora né spaventato né disgustato.

Su Uguale per Tutti ci sono gli articoli completi di D'Avanzo con i relativi post, e val la pena di leggere il libro di Concita de Gregorio.

Io vorrei solo che i nostri politici non si permettessero più di parlare di Bolzaneto iniziando con il solito “ci sono stati eccessi da entrambe le parti”..

"Prima o poi arriva l'ora in cui bisogna prendere una posizione che non è né sicura, né conveniente, né popolare: ma bisogna prenderla, perchè è giusta” - Martin Luther King

Non m'importa nulla cosa abbiano fatto i dimostranti e quanta colpe essi abbiano avuto (tra l'altro ricordo che l'unico morto non è stato un poliziotto). M'importa solo che qualsiasi cosa essi abbiano fatto nulla autorizza dei rappresentati dello stato a violare l'art.13 della Costituzione La libertà personale è inviolabile. È punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizione di libertà”.

e sarebbe anche dovuto bastare in attesa della legge contro la tortura.

Altrimenti siamo diventati veramente una repubblica delle banane ma nel senso peggiore e tragico del termine.

Pia



02/03/08

PDL - Pasquale Di Bari

Sindaco di Fasano

Google su Pasquale Di Bari

La trasmissione di La7 “The Italian Job” ha scoperchiato la pentola. Sono una miriade, infatti, i “casi” collegati, anche indirettamente, al pandemonio scatenato dall'attore Paolo Calabresi, alias Sergei Knyazev. A Fasano, dopo la manifestazione in piazza, i Consiglieri Comunali, dopo aver inviato al Prefetto di Brindisi Mario Tafaro una richiesta di incontro urgente, saranno ricevuti domani mattina in Prefettura. I firmatari della richiesta sottoporranno a Tafaro “l'emergere della cosiddetta questione morale nella massima istituzione cittadina, in associazione a reiterate illegittimità ed irregolarità degli atti amministrativi emerse e denunciate dai sottoscritti per altre recenti e trascorse vicende”. Un riferimento non troppo velato all'“affaire Monteco” (di cui si sta occupando anche la Procura di Brindisi), alle 13 irregolarità ed alle molte contraddizioni riscontrate dalla Ragioneria Generale dello Stato nel corso della verifica effettuata la scorsa estate a palazzo di città, oltre, naturalmente, al caso “Knyazev”. Sempre a Fasano, la Sinistra Arcobaleno attacca il giornalista Gino Bianco, l'”intermediario” del Sindaco Di Bari, per la leggerezza con cui afferma di poter manipolare l'opinione pubblica tramite giornali compiacenti, anche a livello nazionale, e mediante le possibilità offerte dalla sua agenzia di comunicazione e dai suoi “contatti”, temendo che ormai buona parte dell'informazione democratica sia in una condizione di seria emergenza. A Francavilla, la città del Senatore Curto, arrivano le telecamere, quelle della Rai, per una puntata dalla trasmissione “Report” sui dissesti finanziari causati alle casse comunali dai cosiddetti “swap”, strumenti di finanza derivata che avrebbero dovuto proteggere i debiti contratti dal Comune dalle oscillazioni di mercato ma che, in realtà, si sono dimostrati un vero boomerang ed ora rischiano di mandare al collasso la già precaria situazione economica del Comune di Francavilla. Sempre nella città degli Imperiali, inoltre, i fedelissimi del Senatore Curto si sono mobilitati raccogliendo migliaia di firme a sostegno della candidatura del Senatore, scatenando le reazioni dell'opposizione locale. Ma, c'è da giurarlo, la partita della ricandidatura si giocherà tutta a Roma. 28/02/2008 Francesco Piccinin

(28/2 2008 www.brindisitg24.it)

IL SINDACO CI VIETA LA PROIEZIONE DEL FILMATO IN PIAZZA

“INTERVENGANO IL PREFETTO, IL QUESTORE E IL COMANDANTE DEI
CARABINIERI”

Con riferimento alla già fissata manifestazione politica, in programma domani a Fasano in Piazza Ciaia alle ore 19, il Sindaco di Fasano - Lello Di Bari - ha notificato al capogruppo del Partito Democratico un’ordinanza (allegata) con la quale invita lo stesso a non proiettare il filmato della trasmissione televisiva “Italian Job”, durante la predetta manifestazione politica.
Leggendo la motivazione del provvedimento c’è da restare interdetti. Primo: il potere d’ordinanza per casi simili è riservato all’Autorità di pubblica sicurezza e non certamente al Sindaco, che con quest’atto pare tutelare un interesse proprio più che quello della collettività. Secondo: il riferimento legislativo utilizzato (art. 50 del D.L.vo 267 del 2000) non c’entra nulla con il caso che egli si preoccupa di analizzare.
Terzo: quando si emette un’ordinanza bisogna assumere la responsabilità di ordinare qualcosa e non certamente di produrre inviti, che per come formulati paiono rappresentare un’intimidazione al libero esercizio del diritto di manifestare, anche attraverso la creazione di uno stato di tensione. In altri termini: il Sindaco evoca scenari di pericolo che con la sua ordinanza vengono creati più che attenuati. Quarto: la motivazione del provvedimento conferma un utilizzo “a proprio comodo” delle funzioni pubbliche, peraltro nello stile del filmato prodotto da La 7 e che vorremmo proiettare.
Quinto: il provvedimento sindacale contiene una sequela di giustificazioni alla propria disdicevole condotta, così incredibilmente formulati:
a) la trasmissione Italian Job ha acquisito mediante artifici e raggiri (cioè mediante truffa) notizie ed immagini attinenti le modalità di esercizio delle funzioni pubbliche (cioè è l’emittente LA7 che ha truffato il Sindaco, il Senatore e l’intermediario e non loro che hanno vilipeso la Città e le funzioni pubbliche);
b) i Cittadini hanno già avuto modo di vedere la trasmissione televisiva e quindi risulta appagata l’esigenza informativa (sul punto è stato fatto un sondaggio a mezzo di call center?);
c) è stato il sedicente uomo d’affari russo (ma che c’entra con un’ordinanza a tutela dell’ordine pubblico?) ad utilizzare esasperate tecniche induttive di convincimento, tali da deformare l’immagine pubblica delle persone coinvolte (che significa che sono stati indotti in tentazione);
d) la proiezione del filmato potrebbe enfatizzare l’iniziativa informativa, eccitando i Cittadini in visione, al punto che questi potrebbero avere reazioni incontrollate di contestazione (come se tutti i Cittadini fossero così deboli da cadere in tentazione: ognuno col proprio cuore altrui misura).
e) siccome c’è il consiglio comunale già convocato per domani mattina, risulta superfluo organizzare iniziative finalizzate alla pubblica conoscenza (ma siamo sicuri che spetti al Sindaco stabilire come e quando l’iniziativa politica e di divulgazione è sufficiente?).

Insomma c’è da restare senza parole. Noi valuteremo approfonditamente questa sera l’ordinanza notificataci e le iniziative d’assumere. Nel frattempo invitiamo lo Stato, nelle persone del Prefetto, del Questore e del Comandante della compagnia dei Carabinieri ad esaminare la vicenda e ad offrire le forme più utili di tutela alle nostre iniziative politiche.

COMUNE DI FASANO
Provincia di Brindisi
Consiglio Comunale
Gruppo consiliare del Partito Democratico
(21/2 2008 partitodemocraticofasano.wordpress.com)

Fasano, 22 febbraio 2008.
Consiglio comunale sulla questione "Italian Job"(trasmissione televisiva di La7 condotta da Paolo Calabresi) Intervento del Sindaco (parte A) Pasquale Di Bari (FI)
PD Fasano

AN - Euprepio Curto

Scheda di attivitá del Senato
Google su Euprepio Curto
curto_e@posta.senato.it
e.curtosenato@libero.it

Il senatore Curto nel 2002 si trova al centro di uno scandalo riguardante un corcorso pubblico nella sua città, Franca villa Fontana. Il concorso che prevedeva l'assunzione di 27 dipendenti con varie qualifiche (da ragionieri comunali a vigili urbani ecc.) vide la vittoria di 22 tra parenti o personaggi strettamenti legati a politici e burocrati locali. Il senatore si difese maldestramente sulle pagine di Repubblica affermando che in fondo i suoi parenti erano meno del 10%.
Nel
Febbraio 2008 il sen. Curto viene coinvolto in prima persona in uno scandalo legato all'introduzione del gioco d'azzardo in Italia: lo si vede discutere tranquillamente di tangenti, per lui e per altri, da parte di un sedicente faccendiere russo (in realtà l'attore Paolo Calabresi travestito). (Wikipedia)



(Jamma) Il senatore di An Euprepio Curto ammette di essere il parlamentare coinvolto nella vicenda rivelata da La7: un sedicente uomo di affari russo che propone al sindaco di Fasano e, appunto, a un parlamentare, di creare le condizioni perché in Italia si aprano nuovi casinò in cambio di soldi. «Ho preso solo atto di un interesse imprenditoriale per il territorio brindisino — spiega Curto —. Non ho chiesto soldi né attivato percorsi preferenziali. Altre letture sono strumentali» (Jamma, 19/2 2008)


ROMA - La caccia è aperta: chi sarà il misterioso senatore pronto a incassare 250mila euro (in nero) per la campagna elettorale, favorendo un sedicente uomo d'affari russo deciso ad aprire nuovi casinò in Italia? E' un ritratto desolante della politica quello che emerge da Italian job il nuovo programma d'inchiesta con Paolo Calabresi che debutta stasera su La7.

Trasformista di talento (da Nicolas Cage a Marilyn Manson), Calabresi stavolta indaga sull'Italia dei privilegiati. Basta la telefonata di un sedicente segretario ed ecco che un finto onorevole, interessato alle finali regionali di Miss Italia a Latina, ha un posto sul palco. E il falso politico è accolto a Vinovo, agli allenamenti della Juventus, dove vuole togliersi il capriccio di tirare un rigore a Buffon. Cortese, al sesto tentativo, il portiere lo fa segnare.

Ma il servizio più forte è quello in cui diventa Sergej Knyazev, boss di una società russa che gestisce casinò: vuole creare una lobby in Italia per cambiare la legge che impedisce di aprire case da gioco. Promettendo mazzette (arrivano a chiedergli 750mila euro) ottiene l'impegno politico del sindaco di un paese del sud, dell'intermediario e di un senatore (visi oscurati, voci contraffatte, i bip coprono le sigle dei partiti).

Il senatore (primo incontro in un albergo del centro, poi a Fiumicino), ha contribuito a bloccare la legge ma ora è pronto "a verificare la disponibilità" del partito. "Una posizione strumentale" osserva Knyazev. "Politica", lo corregge il senatore che spiega: "La campagna elettorale è costata 450mila euro, intorno ai 200mila quella ufficiale....". Il falso manager chiede quanto gli costerà l'operazione, parla apertamente di tangenti: "Dobbiamo fare Tangentopoli, ma con una macchina che funziona bene". L'intermediario annuisce: "Dobbiamo agire con intelligenza, certo".

Calabresi viene invece bloccato dalla Digos quando prova a farsi passare per Francis Ford Coppola alla Festa dell'Udeur a Telese. Ma non prima di aver contattato Clemente Mastella, che non parla una parola d'inglese, nei panni dell'assistente del regista. Al telefono la moglie Sandra è entusiasta all'idea che giri un film a Ceppaloni. (La Repubblica, 17 febbraio 2008)

PARENTOPOLI
La città dei raccomandati è grassa e pigra. Ricca, tredici sportelli bancari, ma dolente. Gli abitanti sono dediti al commercio, un migliaio le imprese registrate, molte di esse assai floride. Ritmo lumbard, con poco tempo da lasciare allo svago. L'unico albergo risente del clima, i giovani trovano altrove i momenti di piacere. Francavilla Fontana, trentaseimila abitanti in cima al Salento, fino a un mese fa contava i soldi e andava presto a letto. Poi, sotto Natale, è accaduto l'imprevedibile: un maxiconcorso comunale ha raccolto figli, nipoti, fidanzati e mogli della gente che in città conta e li ha sistemati negli uffici del meraviglioso palazzo municipale. Su 27 posti, ventidue sono andati a loro. Una prova nepotistica monumentale. Grandiosissima. I cittadini hanno iniziato ad eccitarsi: da un mese si va a dormire più tardi, si tengono comizi in piazza anche se piove, le tipografie fanno affari d'oro. I giornali per resocontare l'accaduto hanno dovuto catalogare i vincitori per linea parentale. Fidanzate, poi mogli, poi figli, cugini, nipoti. Hanno iniziato dalla f. F come fidanzate: Monica, neo vigile urbano, sta con il figlio di Achille Palumbo, dirigente di Forza Italia. Luisa, istruttore amministrativo, fa le coccole al figlio dell'assessore Galliano (Forza Italia). Giancarlo - un altro amministrativo nuovo di zecca - è fidanzato con la figlia del ragioniere capo. Antonio, neoassunto, cinge le spalle della nipote del senatore Euprepio Curto, autorevole figura cittadina. S'è però ragionato a lungo su questa categoria: gli amori possono finire, l'esecrazione generale può trarre fondamento da un bacio? Figli e nipoti, mogli e mariti - hanno replicato i denuncianti - sono vincoli non sbianchettabili all'anagrafe! Allora, via con la sezione mogli (due): Rita, consorte del comandante dei vigili, è la nuova economa; una seconda Rita, sposata con un consigliere comunale di An, è stata chiamata ad altro ufficio. Invece i figli, notoriamente piezz 'e core, compongono la parte più nutrita del nuovo organigramma municipale. Alfonso, erede del vicesindaco, va a fare il geometra; Adelaide, figlia di un geometra prossimo alla pensione, è stata chiamata nello stesso dipartimento. Umberto, il cui papà è impiegato, farà il vigile urbano. Stesso destino del piccolo Emanuele: la mamma lavora nell'ufficio tecnico. Mirko, amministrativo, ha il babbo consigliere comunale, capogruppo di Forza Italia; Vincenzo è figlio di uno storico militante dell'Msi e a Francavilla Alleanza nazionale è forza egemone e di governo. Chi non avesse perso la pazienza e il filo, sappia che la lista affronta, per ultima, la categoria "nipoti". Il senatore Curto (An), senza nemmeno che lo volesse, se n'è ritrovati tre in gara. Due hanno vinto: Giampiero e Marzia. Un terzo è in lista d'attesa. La vicesegretaria comunale ha soltanto una nipote sulla quale contare in municipio: Ignazia. ... ... (La Repubblica, 20 gennaio 2003)

Euprepio Curto ha cinquant'anni ed è il politico più amato di Francavilla Fontana. Il municipio è suo, anche se lo cura da Roma, da palazzo Madama. Il senatore Curto è amico di Gasparri, il ministro gli ha fatto pure visita e tanti complimenti per l'ufficio e l'arredamento della segreteria cittadina. An lo ha voluto in commissione Antimafia. Nei giorni scorsi Curto ha testimoniato il suo modesto ruolo nella vicenda locale: "Gli unici miei parenti tra i neoassunti sono due nipoti. Due su ventisette, meno del dieci per cento". "Assolutamente, la magistratura vedrà, accerterà" ""Io non posso ordinare ai nipoti di non partecipare a un concorso pubblico". (La Repubblica, 20 gennaio 2003)

Grazie Spadafora per la segnalazione.

27/02/08

Berlusconi insulta

Stamattina ho fatto un gioco nuovo; ero rimasto impressionato dallo straordinario esercizio retorico di Silvio Berlusconi a Radio anch'io ai cui microfoni oggi affermava che "se gli italiani dovessero far vincere Veltroni allora vorrà dire che se la saranno cercata". Ora, quando il buon monarca Silvio parla senza essere prima passato dai suoi writers di solito fa danni, visto che nonostante i 110 e lode con ogni probabiltà non è in grado di riconoscere una tautologia neanche andandoci a sbattere con l'elicottero; potevo solo supporre che intendesse dire due cose: che giura sulla testa dei suoi figli di non tentare brogli elettorali (così che chi vota PD effettivamente vota PD) oppure che tanto per cambiare chi non vota per Lui è un deficiente.

Il gioco, per chiarezza più che per mancanza di fantasia, l'ho chiamato "Berlusconi insulta" e consiste, scusate la ripetizione, nel cercare sui motori di ricerca le parole "berlusconi insulta".

Google restituisce 59.200 risultati, ricchi di fantasia e dai contesti più disparati. Comincio io:

Ottobre 2001: dichiara la superiorità dell'occidente sulla cultura islamica: "Dovremmo essere consapevoli della superiorità della nostra civiltà, che consiste in un sistema di valori che ha dato alla gente un benessere diffuso e garanzie di rispetto per diritti umani e religione. Questo rispetto certamente non esiste negli Stati musulmani"

Febbraio 2002: Durante una fotografia di gruppo al termine di un vertice informale dell'Ue in Spagna, Berlusconi fa le corna dietro la testa di Josep Pique, ministro degli Esteri spagnolo.

Febbraio 2003: "I pacifisti fanno il gioco di Saddam"

Maggio 2003: invita i suoi compagni di partito a farsela con le mogli dei magistrati che lo insidiano.

Luglio 2003: definisce i membri dell'europarlamento "turisti della democrazia" ed il tedesco Schulz "Kapò nazista".

Agosto 2003: partecipa alle nozze del figlio del premier turco; trattandosi di un matrimonio musulmano la sposa non dovrebbe essere toccata (è completamente coperta di veli). Berlusconi fa il baciamano.

Settembre 2003: definisce i giudici italiani "matti, mentalmente disturbati, antropologicamente estranei alla razza umana"

Aprile 2004: "La commissione europea è composta da lumaconi"

Giugno 2005: dichiara di aver usato il suo charme maschile per persuadere il presidente finlandese, Tarja Halonen, a lasciar cadere la richiesta del Paese di ospitare la nuova Authority europea sulla sicurezza alimentare. "Ho dovuto ricorrere alle mie capacità di playboy, anche se era da un po' che non le usavo" dice. L'ambasciatore finlandese ha protestato ufficialmente.

Marzo 2006: "Se un industriale sta a sinistra vuol dire che ha troppi scheletri nell'armadio da farsi perdonare e si vuole mettere sotto l'ala protettiva di Magistratura democratica"

Aprile 2006: "Per votare questa sinistra gli italiani dovrebbero essere dei coglioni"

Giugno 2006: "Nessun italiano può sentirsi degno di essere tale se domenica non sarà andato a dare il proprio sì alla riforma costituzionale"

Febbraio 2008: "Biagi lasciò per la liquidazione. Mi sono battuto perché non andasse via dalla Rai ma lui preferì avere un compenso più alto"

Non so se riusciremo ad avere un governo onesto, di sicuro se il paese voterà ancora in massa questo personaggio se lo sarà meritato.

Beav

24/02/08

E' proprio vero: è solo questione di prezzo...

Quello che è avvenuto in queste ore non è che l'epilogo naturale di una vicenda il cui unico obiettivo è la gestione del potere in Sicilia. E da questo punto di vista la candidatura 'unitaria' di Lombardo sancisce la perfetta continuità con il precedente governo di centrodestra". Anna Finocchiaro, candidata del Pd alla presidenza della Regione siciliana, commenta così l'intesa tra Pdl e Mpa per opporle Raffaele Lombardo nella corsa alla guida della Regione. "Si tratta - aggiunge - della conferma di una concezione del potere fatta di occupazione della pubblica amministrazione, di clientele, di inefficienze e di sprechi. Oggi tutto è uguale a ieri: Lombardo come Cuffaro. E in tutto questo la rivoluzione di Miccicchè si 'spegne' con una poltrona al governo nazionale"

23/02/08

UDEUR - Tripodi Pasquale

ARRESTATO
È nato a Montebello Ionico il 10 maggio 1957, ma è residente a Reggio Calabria. È sposato, ha due figlie.

Scheda del Consiglio Regionale
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Email p.tripodi@regcal.it pasquale.tripodi@consrc.it

"E come la mettiamo con l'arresto avvenuto questa mattina dell'esponente calabrese dell'Udeur, ex assessore regionale al Turismo della Regione Calabria, Pasquale Tripodi, insieme ad un'altra cinquantina di persone? Anche questo arresto fa parte di un complotto della magistratura per "annientare" il partito di Clemente Mastella? Presunto innocente fino al terzo grado di giudizio. Ma per Tripodi l'accusa è di quelle pesanti: avrebbe aiutato i camorristi del clan dei casalesi e una cosca dell'ndrangheta di cui sarebbe stata documentata anche la diffusa infiltrazione nel settore economico-imprenditoriale, in particolare nell'edilizia e nel mercato immobiliare. Gli inquirenti avrebbero accertato in particolare che gli interessi illeciti dell'organizzazione criminale puntavano sugli appalti legati a centrali idroelettriche, come quella della Vallata dello Stilaro, nel comune di Bivongi (Reggio Calabria), ed infrastrutture turistiche calabresi. Manovre agevolate dalla collusione con esponenti delle amministrazioni pubbliche comunali e regionali. Nei guai sono finiti anche il sindaco di Staiti, il vice sindaco di Brancaleone ed un tecnico comunale dello stesso comune, tutti in provincia di Reggio Calabria. Di Clemente Mastella si sono perse le tracce da alcuni giorni. Venerdì riunirà il vertice del suo partito. Il giorno dopo la decisione dell'Udc che dovrebbe correre da solo con Casini candidato premier. Silvio Berlusconi ha dichiarato di dover essere riconoscente nei confronti di Mastella per la caduta del governo Prodi ma l'elettorato del centrodestra non gradirebbe la presenza del sindaco di Ceppaloni(Bn) nello schieramento del popolo della libertà. E' chiaro che se Casini, Mastella e la neonata rosa bianca si unissero avrebbe qualche chance ma il tempo non gioca a favore di un centro cattolico moderato. Ma domani sera avremo come ospite centrale della puntata il leader dell'Udc Pierferdinando Casini. Insieme a lui saranno ospiti il politologo Gianfranco PAsquino, l'architetto Massimiliano Fuksas, Maurizio Belpietro e il premio Nobel Carlo Rubbia. Intanto buone notizia dal fronte del partito democratico che ha raggiunto l'accordo con l'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro. L'incontro tra Veltroni e Antonio Di Pietro si è concluso con la decisione di apparentare i due simboli in una minicoalizione. Nelle liste ci saranno quindi due simboli però poi un gruppo unico alla Camera. Sarà una coalizione "in senso tecnico" con il Partito democratico, dice Di Pietro al termine dell' incontro con Veltroni. L'Idv farà poi parte dello stesso gruppo parlamentare del Pd. Non ci saranno candidati condannati. " (Sandro Ruotolo)

Smascherato un sodalizio mafioso. L'organizzazione aveva interessi negli appalti delle centrali idroelettriche, nel turismo e nello spaccio di droga.
Appalti e droga, 50 in manette. In manette Pasquale Tripodi, che, fino a ieri, era a capo del turismo in Calabria

Oltre 50 arresti tra Umbria e Calabria. Un mix di mafiosi, politici ed esponenti delle banche. In manette anche l' ex assessore regionale al Turismo della Regione Calabria, Pasquale Tripodi, dell'Udeur. L'operazione dei carabinieri, chiamata Naos, ha smascherato un intreccio criminale che espandeva i proprio tentacoli dall'edilizia, al traffico di droga, alla estorsioni. E nei guai è finito anche il responsabile della filiale umbra di un noto istituto di credito. Al centro delle indagini condotte dal Ros, un sodalizio di tipo mafioso collegato al clan camorristico dei Casalesi e alla cosca della 'ndrangheta dei Morabito-Palamara-Bruzzaniti, di cui è stata documentata anche la diffusa infiltrazione nel settore economico-imprenditoriale, in particolare nell'edilizia e nel mercato immobiliare. Gli inquirenti hanno accertato in particolare che gli interessi illeciti dell'organizzazione criminale puntavano sugli appalti legati a centrali idroelettriche, come quella della Vallata dello Stilaro, nel comune di Bivongi (Reggio Calabria), ed infrastrutture turistiche calabresi. Manovre agevolate dalla collusione con esponenti delle amministrazioni pubbliche comunali e regionali. Ed è a questo punto che entra in ballo Tripodi, che da ieri non era più assessore al Turismo della Regione Calabria. Il presidente Agazio Loiero lo aveva revocato per la sua incompatibilità politica determinata dal fatto che aveva scelto di restare nell'Udeur e quindi di andare col centrodestra. Tra gli arresti fatti in Calabria, ci sono anche il sindaco di Staiti, Vincenzo Ielo, il vicesindaco di Brancaleone, Gentile Scaramuzzino, ed un tecnico del comune di Brancaleone, Domenico Vitale. Secondo gli inquirenti i proventi dell'attività illecita dell'organizzazione venivano reimpiegati nella costituzione di diverse società impegnate nell'edilizia, che riuscivano ad imporsi grazie ai prezzi concorrenziali offerti ai committenti. Un'egemonia favorita dalla scarsa qualità dei materiali impiegati e dalla sistematica violazione delle normative sulla sicurezza del lavoro e la previdenza della manodopera, composta in buona parte da extracomunitari clandestini.

Per gli investigatori l'organizzazione utilizzava metodi mafiosi, sia nell'ambito del traffico degli stupefacenti, che del reimpiego di capitali in attività edilizie, per passare al traffico di autovetture rubate o "clonate" fino al riciclaggio di assegni falsificati. Per quanto riguarda il settore della droga è emerso il coinvolgimento degli indagati in un presunto traffico di cocaina destinati al mercato perugino. In Umbria la commercializzazione della droga era prevalentemente affidata ad una componente costituita da albanesi e pregiudicati locali. "L'operazione rappresenta un significativo baluardo a garanzia di un ordinato e legittimo sviluppo economico e sociale dell'Umbria e di altre Regioni" commenta il procuratore del capoluogo umbro Nicola Miriano.

(La Repubblica, 13/2 2008)