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08/10/07

CLEMENTE Mastella sbanda, straparla...


Non ho assolutamente apprezzato le parole del giornalista G. D'Avanzo a proposito dei presunti "Messaggi barbarici" di Annozero e &, ma sono completamente d'accordo con lui su quanto ha scritto oggi su Repubblica nel suo articolo "Quando emergono le false paure"; ne copio qui qualche passo ma vi consiglio di leggerlo per intero:
Quasi posseduto da una "follia" narcisistica che non gli permette di vedere al di là del suo naso e del suo destino politico, della sua famiglia, della sua Ceppaloni, del suo piccolo partito, sovrappone errore a errore, cantonata a strafalcione incurante degli esiti che possono danneggiare il governo e la maggioranza di cui fa parte. ... Quel che il ministro ha deciso di muovere è un giudizio politico di dubbia responsabilità. Ha ipotizzato che in Italia si annuncia addirittura una nuova stagione di terrorismo. ... Le parole di Mastella sono gravissime. Dove sono le tracce, anche nascoste, di questo terrorismo che incombe? ... La verità è che non c'è alcuna traccia di una nuova stagione di terrorismo, ma soltanto un diffuso malessere che attraversa il Paese, un'insoddisfazione radicale che separa larghi strati della società dalla politica, dai politici, dal governo. .....

Questa irritazione si è concentrata su Mastella per la sua esibita spensieratezza nell'uso privato di risorse pubbliche. È diventata rabbia per le mosse improprie decise dal ministro contro un pubblico ministero che indaga anche sul conto del capo del governo. Ora reagire a queste legittime proteste criminalizzandole, dicendole eversive, dipingendole - per di più dall'estero - come potenzialmente assassine è un atto irresponsabile che Prodi e, per quel che gli compete Amato, farebbero bene a smentire già nelle prossime ore. "
Potete leggere l'intero articolo qui

07/10/07

7-10-07 Marcia per la Pace Perugia-Assisi

C'è qualcosa che non va in un paese quando tutte le prime pagine dei giornali sono piene delle diatribe dei nostri piccoli politici; sembra di assistere a litigi, furbizie, dispetti, sotterfugi di un clan di adolescenti chiusi in se stessi, autoreferenziali.
In questo senso sì che verrebbe voglia di dire: "ma andate a ..... che delle vostre beghe ne abbiamo piene le tasche".

Eppure oggi c'era la Marcia della Pace Perugia - Assisi, una grande manifestazione che si ripete oramai da anni e che vede coinvolti sempre tanti giovani. Pochi giornali ne hanno dato notizia e ne hanno ricordato il valore e l'importanza.... il popolo birmano oramai non fa più notizia...

Foto presa dal sito Perlapace.it

06/10/07

Lettera aperta di Salvatore Borsellino

Dopo Annozero Salvatore Borsellino ha scritto una lettera aperta al ministro Mastella, che presumibilmente non risponderà, come è abitudine dei potenti quando difendersi diventa arduo se non impossibile. L'ho ricevuta tramite mailing list e vogliamo contribuire anche noi alla sua diffusione.

Lettera aperta di Salvatore Borsellino

Voglio ringraziare il Ministro Mastella per la sua iniziativa di richiesta di allontanamento per incompatibilità ambientale del Giudice De Magistris dalla procura di Catanzaro.
Voglio ringraziarlo pubblicamente perché mi ero ormai convinto che a seguito delle campagne di delegittimazione e di aggressioni di ogni tipo nei confronti della Magistratura la gente si fosse ormai assuefatta all’arroganza e all’impunità dei politici e avesse accettato come normale ed ineluttabile questo stato di cose.
Ora invece la reazione provocata da questa iniziativa nell’opinione pubblica, nella gente comune, reazione che sta provocando in tutta Italia raccolte di firme e mobilitazioni spontanee, soprattutto di giovani, a sostegno del Magistrato perché possa continuare il suo lavoro senza intimidazioni e interferenze esterne, mi ha fatto rinascere la speranza che le cose possano ancora cambiare.
Ho sottoscritto insieme a Sonia Alfano una lettera al Capo dello Stato dove chiediamo che tuteli, come è suo compito, l’indipendenza della Magistratura raccomandando al CSM, di cui è Presidente, di rigettare la richiesta del Ministro. E chiedergli invece di occuparsi di altri e ben più gravi problemi della Giustizia, come il caso della Procura di Caltanisetta, dove sono concentrate le indagini sui fatti più gravi della nostra storia recente, quali l’indagine sui mandanti esterni della strage di Via D’Amelio e l’indagine sulla sparizione dell’agenda rossa di Paolo, che viene, dal 12 luglio 2006, lasciata senza una guida ed affidata ad un reggente.
Voglio però sperare che il sig. Ministro prenda spontaneamente atto della situazione di incompatibilità ambientale che si è creata tra la sua persona e la maggioranza degli Italiani e voglia attuare il suo proposito di dimettersi, proposito più volte minacciato, ma finora solo allo scopo di ricatto nei confronti della maggioranza di Governo.
Il sig. Mastella ama spesso ripetere di essere una persona onesta, non deve quindi temere che le indagini in corso da parte del giudice De Magistris possano coinvolgere la sua persona, potrebbero al massimo coinvolgere i suoi amici o persone con le quali ha intrattenuto o intrattiene qualche tipo di rapporto, magari non sempre limpido.
Dovrebbe essere anzi grato al Giudice De Magistris che con le sue indagini potrà dimostrare l’onestà del sig. Ministro fornendogli una patente di onestà certificata che avrebbe per questo più valore delle sue affermazioni che, agli occhi dell’opinione pubblica, non possono che essere di parte e quindi non obiettive se non addirittura sospette.
Non vorrei però insistere troppo sulla sua persona con il rischio di additarlo come comodo capro espiatorio dei tanti mali della politica italiana, come ha detto Beppe Grillo con un’ironia che il sig. Mastella non è stato in grado di capire e che tutta la stampa nazionale ha fatto finta di non capire pubblicando titoli a tutta pagina sulla pretesa di pace tra il politico e il comico, e qui lascio al vostro giudizio decidere chi sia il politico e chi il comico, e pubblicando poi solo qualche trafiletto poco visibile quando Beppe Grillo ha chiarito le vere intenzioni della trappola in cui l’aveva fatto cadere.
Il fatto è, signor Mastella, che una persona come Grillo, che ieri ha fatto di mestiere il comico, oggi è uno dei pochi che fa politica in modo serio, e quelli che sono stati designati dai partiti italiani per fare i politici e che la gente, in mancanza di altre scelte, ha dovuto votare, si affannano oggi in tutti i modi per fare la parte dei comici in quel cabaret di bassa lega che è diventata la politica in Italia.
Ma lo scenario, purtroppo, non è quello di un cabaret, è quello di una tragedia, la tragedia di un paese allo sbando dove gli equilibri di Governo si reggono su ricatti incrociati e dove l’opposizione non aspetta altro che il suicidio del Governo per poter subentrare nell’esercizio del potere, ricominciare ad emanare "leggi ad personam" e continuare, come peraltro ha fatto anche questo Governo, nell’attuazione di quel patto scellerato tra lo Stato e la mafia per la spartizione del potere e degli appalti in Italia per cui è stato necessario eliminare Paolo Borsellino.
E io purtroppo vedo tante, troppe analogie tra le vicende di ieri e quelle di oggi. Oggi Paolo Borsellino e Giovanni Falcone vengono additati come degli eroi e, dopo averli uccisi, si cerca ancora di seppellirli a forza di commemorazioni, di lapidi e targhe stradali, quasi a rassicurarsi del fatto che siano veramente morti, ma ieri, quando erano sul punto di arrivare nelle loro indagini al punto focale dei rapporti tra la mafia e la politica, si cercava in tutti i modi di rendergli difficile il lavoro, di isolarli, di costringerli a trasferirsi in altra sede per riuscire a trovare degli spazi per poter continuare le loro indagini.
Anche De Magistris è stato messo in difficoltà dal suo capo, anche De Magistris è stato isolato, anche De Magistris si sta cercando di trasferire per renderlo innocuo, ma si ricordi, sig. Ministro, che per esperienza del passato, l’isolamento di un Giudice o di un investigatore è stato sempre il primo passo per additarlo alla vendetta della camorra e della mafia e chi da inizio e determina questo stato di cose non ha minori responsabilità, almeno morali, di chi ne decide l’eliminazione o preme il pulsante di un timer.
Si ricordi però che la gente non sopporterebbe che la storia si ripeta, quella stessa gente che nella cattedrale di Palermo prese a calci e schiaffi quei politici che pretendevano di sedersi in prima fila davanti alle bare dei ragazzi di Paolo, vi caccerebbe allo stesso modo da un Parlamento nel quale sedete fianco a fianco di personaggi inquisiti, prescritti o già condannati nei primi gradi di giudizio e questa volta non riuscireste a riciclarvi sotto altre sigle e nuovi partiti, a mantenere il potere e ad occupare indegnamente le istituzioni come avete fatto dopo il disfacimento della prima repubblica.
Salvatore Borsellino

"Otto e mezzo" - I costi della politica -

Ieri nella trasmissione su La7 di Ferrara era presente anche il ministro Di Pietro che ha presentato i punti principali del disegno di legge preparato insieme ad AN - Disegno di legge bipartisan. Di Pietro: "Adesso vediamo chi c'è davvero e chi ci marcia e basta" Trentadue articoli che mettono in fila le decine di proposte già presentate o in circolazione -
La proposta la si può leggere qui su Repubblica del 3 ottobre.

Può anche essere come diceva Ferrara che le iniziative proposte sembrano essere più delle toppe messe su in fretta presi dal panico... ma da qualche parte si deve pure cominciare e la prima cosa è recuperare la fiducia e la credibilità.

03/10/07

Nuove Resistenze - lo Stato siamo ancora Noi

“La mafia ha mafiosizzato l'Italia, ognuno può verificarlo da solo nella sua vita quotidiana, se soltanto ha il coraggio o la disperazione intellettuale per tenere gli occhi aperti. “

Trovo queste parole a pag 112 del libro di Oliviero Beha “Come resistere nella palude di ITALIOPOLI”. Un libro che, oltre che denunciare fatti e situazioni che onestamente cominciano a nauseare per la loro ripetitività, impudenza ed arroganza, indica anche come cogliere i segnali di nuove resistenze che appaiono sempre più numerose sotto forma delle migliaia di associazioni, gruppi, movimenti, comitati ecc, una società civile che, come dice Beha, “ si rende conto del precipizio e fa resistenza, è lì sul ciglio del baratro e non si vorrebbe far spingere dai sicari di mandanti che sono invece ben saldi su, a modo loro.”

Nuove resistenze che pur essendo numerose sono però disperse in tanti rivoli e fanno fatica a riunirsi e collegarsi... però ci sono ed è da questa società civile dispersa e arrabbiata che bisogna ripartire se si vuole cercare di dare una risposta a quel “Che fare?” che è il nodo ultimo di ogni politica.

E ancora vorrei aggiungere, a proposito di mafia e di Stato il link alla splendida lettera che Francesco Cipriani – lo studente indicato dal Ministro Amato come “piccolo populista” - scrisse come risposta al ministro dopo l'incontro del 23 maggio 2007 a Palermo

La lettera

30/09/07

Il "malessere italiano" e le responsabilità di tutti

"Dall'articolo di E. Scalfari su la Repubblica del 30 Settembre
"Mauro ha fatto una diagnosi secondo me esaustiva del "malessere" italiano che da almeno vent'anni debilita la fibra democratica e la morale pubblica del nostro paese.
Nella classe politica e non soltanto, ma nell' "establishment" nella sua interezza. Nel capitalismo all'italiana, nel sindacalismo all'italiana, nella Chiesa in salsa italiana. E anche nel giornalismo all'italiana. Ha espresso la speranza che ciascuno per quanto gli compete rifletta sulle responsabilità proprie e cerchi di correggerne le cause e gli effetti. Sia questo il contributo al risanamento che ciascuno deve portare alla democrazia repubblicana."
Leggi l'articolo intero

29/09/07

Fate una grossa pulizia!

Una lezione per i politici!

"Ora l'equivoco sui cui spesso si gioca é questo: si dice 'Quel politico era vicino a un mafioso. Quel politico é stato accusato di avere interessi convergenti con l'organizzazione mafiosa. Però la magistratura non l'ha condannato quindi quel politico é un uomo onesto'. E no, questo discorso non va, perché la magistratura puó fare soltanto un accertamento di carattere giudiziale. Vuol dire, beh, ci sono sospetti, ci sono sospetti anche gravi ma io non ho la certezza giuridica, giudiziaria che mi consente di dire 'Quest'uomo é mafioso'. Peró, siccome (da) quest'altri indagini sono emersi tanti fatti del genere, altri organi, altri poteri, cioé i politici, cioé le organizazioni disciplinari delle varie amministrazioni, cioé i consigli comunali o quello che sia, dovevano giá aver veduto le conseguenze da certe vicinanze fra politici e mafiosi che non costituivano reato ma rendevano comunque il politico inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Questi giudizi sono inesatti (?) perché ci si é nascosti dietro lo schermo della sentenza: 'Questo non é mai stato condannato per cui é un uomo onesto.' Ma dimmi un poco. Ma tu non ne conosci gente che é disonesta ma non é stata mai condannata perché non ci sono le prove per condannarlo? Peró c'é il grosso sospetto che dovrebbe quanto meno indurre soprattutto i partiti politici a far grossa pulizia a non soltanto essere onesti ma apparire onesti facendo pulizia al loro interno di tutti coloro che sono raggiunti comunque da episodi o da fatti inquietanti, anche se non costituenti reato."

Paolo Borsellino, 26 gennaio 1989